Lo strano caso alla RSCAS
di Emma De' Paoli
I
Era sera tarda e il dottor
Lambert stava esaminando uno dei reperti archeologici ritrovati; quando
sentì l'ascensore muoversi ma quando si voltò il display
era fermo al settimo piano pensò che fosse stata solamente la
sua immaginazione visto che, secondo lui, non aveva l'udito fino come
sua moglie, e così si rimise alle sue ricerche, ma ecco un altro
rumore più vicino questa volta era della porta a vetri che
portava al suo laboratorio-ufficio; questa volta però il dottore
era sicuro di aver sentito qualcosa aprirsi, così tolse tutte le
sue cose dal tavolo, ma non appena ebbe finito ecco la porta del suo
ufficio aprirsi, era un uomo in penombra a dirgli con voce rauca e
bassa << Datemi la password! >>
il professor Lambert disse << Quale password? >>
L'uomo disse << Sa benissimo di cosa parlo: della cassaforte che
voi avete fatto progettare immagino che non bisognerà solo dire
“ abra cadabra o apriti sesamo “ no? dottor Lambert!
>>
<< Come fa a sapere il mio nome? >>
<< Lei non è nella posizione di fare domande, dottor Lambert! >>
disse la persona in penombra; il dottore si decise dunque a dire
<< non c'è nessuna password, signor……
>>
<< Mi chiami semplicemente l'assassino! ah,ah,ah! >> rise
lui e riprese << Allora mi dica cosa c'è al posto della
password? >> Lambert non rispose e l'assassino ripeté
<< Cosa c'è al posto della password, signor Lambert?
>> niente allora l'uomo molto arrabbiato richiese << Cosa
c'è al posto della password?! >> ancora nessuna risposta
così l'uomo nell'ombra si avvicinò al dottore e gli
chiese per l'ennesima volta << Cosa c'è al posto della
password?!!!!!! >> niente.
II
Francoise stava camminando per Parigi quando ricevette una chiamata da un numero privato << Pronto, chi parla? >>
la voce d'altro capo del filo era Gentile ma ansiosa, che disse << Lei è la detective Francoise? >>
e lei rispose << Sì, sono io, ma con chi parlo? >>
l'uomo Rispose << Io sono Koperlak, le devo chiedere di venire
qui da me a Londra, le manderò un aereo all'aeroporto lì
ci sarà un uomo ad aspettarla. >>
<< D'accordo ma perché devo venire a Londra? >> ma
Koperlak aveva già riattaccato. Francoise prese il primo taxi
che passava di lì e si fece portare all'aeroporto e come
già premesso dall'uomo al telefono trovò un ragazzo sui
23 anni molto alto indossava una T-short bianca con dei pantaloni dello
stesso colore che le disse << è lei la ……
>>
Ma Fansuase non lo lascò finire dicendo <<
…Detective Francoise De Mupont, sì sono io. Sbrighiamoci
il suo capo mi sembrava impaziente! >>.
Camminarono un po' per dopo fermarsi davanti a un get privato; gli salirono sopra e decollarono.
La ragazza si mise a leggere una rivista dove illustravano dei
magnifici reperti archeologici ritrovati recentemente al Nord-Est
Italia e dopodiché ordinò da bere.
Appena arrivati la ragazza scese, ma il pilota non lo fece e
ripartì sgarbatamente senza un saluto, Francoise era un po'
spaesata ma vide un atista che le faceva segno di salire sull'auto e
così fece.
Era una limusin con i vetri oscurati ma super accessoriata e molto confortevole.
La ragazza chiese all'autista dove stavano andando ma lui rispose: << Non posso proprio rivelarvelo Ledy >>.
Arrivati Francoise non dovette aspettare molto per conoscere Koperlak
perché appena scese dall'auto le si davanti; era molto ben
vestito: aveva dei pantaloni bianco panna come la giacca mentre la
camicia era nera come le scarpe e per finire la cravatta era rossa. Era
abbastanza vecchio perché aveva i capelli argentati tirati a
lucido, occhi azzurro chiaro e gentili come la sua voce calma e soave
aveva la barba tagliata, anzi che dico sembrava non ce l'avesse
neanche, aveva le rughe ma non dure, morbide e i vestiti senza una
macchia anche se visti al microscopio; insomma un uomo impossibile da
criticare.
Stavano percorrendo un corridoio buio quando Koperlak esordì << Lo sa perché lei è qui? >>
La ragazza rispose, un po' infastidita << Era quello che ho
cercato di chiederle al telefono, ma lei aveva riagganciato! >>
L'uomo andò avanti come se non avesse sentito niente <<
Lei è qui per un assassinio ma non uno qualunque, l'assassinato
era uno scienziato importantissimo per noi il più importante di
tutta la nostra organizzazione; si chiamava Ernest Lambert era francese
ma si era trasferito qui Con sua moglie, ora purtroppo defunta, e suo
figlio.>>
La ragazza esordì << L'avete già avvertito? >>
L'uomo ribattè << Chi? >>
Francoise rispose << Il figlio di Ernest, ovviamente! >>
<< Oh, sì, certo! Lui stà arrivando, sa abita fuori
città così ci vuole un po' di tempo perché arrivi!
Comunque, stavo dicendo che dopo essersi trasferito qui iniziò a
lavorare questo progetto che ora non posso riferivi; e ci stava quasi
riuscendo ma come vede è morto poco prima di finirlo! >>.
<< Avete dei sospetti su chi potesse essere? >> chiese Francoise
<< Beh, Ernest aveva molti nemici per via della sua fama qui al RSCAS… >> s'interruppe d'uncolpo
e la ragazza ne approfittò << Cos'è il RSCAS? >>
Koperlak sconfitto disse << E va bene, ormai ve l'ho detto
è la nostra società: Ricerche Scientifiche Collegate Alla
Storia! Ma lei deve sapere, anche che la nostra è una
società segreta; perciò acqua in bocca! E quando dobbiamo
far sapere al mondo certe cose lo acciamo sotto falso nome! >>.
Erano arrivati; Kperlak si fermò davanti a una porta molto ben decorata e disse << siamo arrivati >>
Così detto prese un mazzo di chiavi e aprì la porta.
Dentro c'era un uomo con gli occhi sgranati e terrorizzati al tempo
stesso e perdipù morto!
Koperlak disse:
<< Non ho voluto toccare niente: per delle probabili prove magari
anche delle impronte digitali, l'unica cosa che ho fatto qui dentro
é camminare! >>
“Capisco” pensò Francoise e così dicendo si mise a percorrere la stanza rimuginando fra se.
Dopo alcuni minuti la ragazza disse << Trova niente d'insolito o qualcosa di mancante? >>
L'uomo rispose così: << Io personalmente entravo di rado
qui dentro; solo per consegnare o dire qualcosa a Lambert e tutto
questo in grande velocità perciò non ho visto quasi
niente, ma una cosa la so c'era un busto in Gesso di Ernest che ora non
c'è più! Comunque era da giorni che non entravo qui
dentro Ernest potrebbe averlo riportato a casa sua! >>
Francoise incuriosita chiese: << Mi scusi se la interrompo, ma mi
preme questa domanda: dove era posizionato questo busto? >>
<< Ah, ledy questo non lo ve so dire, ma ho sentito dei miei
dipendenti dire che continuava a spostarlo! >> dopo di ché
la ragazza chiese dove teneva questo oggetto a qui stava lavorando lo
scienziato e Koperlak rispose
<< In un posto due piani sotto terra dove solo lui ci poteva entrare! >>
La ragazza chiese: << Che lavoro fa il figlio di Ernest? >>
<< Anche lui lavora qui ma non con suo padre, viaggia il mondo
per scoprire nuove cose ad esempio fa dei ritrovamenti storici
straordinari, ma a volte, siccome gli piacciono gl'insetti, trova nuove
specie di questi piccoli animali e gli da un nome, ha abbastanza
fantasia nel darli! E lei si chiederà cosa centrano gl'insetti
con la storia ecco: alcuni isnsetti possono derivare dai dinosauri e
così possiamo intuire il motivo della scomparsa dei dinosauri!
>> disse Koperlak.
Francoise disse poco interessata all'argomento degl'insetti <<
Tornando alla storia del busto e della porta due piani sotto terra; lei
sa come ci si potesse entrare? >>
<< No, solo il figlio di Ernest lo sa è anche per questo che l'ho chiamato! >>.
Aspettarono un po' in silenzio uno aspettando altre domande e l'altra pensandole.
Dopo 10-15 minuti la porta si spalancò ed ecco il presunto
figlio dello scienziato, che alla vista del padre si accasciò su
di lui, ma prima che potesse farlo Koperlak lo bloccò dicendo:
<< Non farlo potresti rimuovere prove importanti! >> il
ragazzo disperato disse: << Ma è mio padre! Era l'unica
persona importante che mi restava! >> Francoise per cambiare
argomento disse: << Come vi chiamate? >> il ragazzo si
tranquillizzò un poco e disse: << Mi chiamo Elbert mia
madre si è ispirata al nome di mio padre Ernest; ma datemi pure
del tu sennò mi sento vecchio! >>
<< Va bene >> disse Francoise << Ma dammelo anche tu, anch'io potrei sentirmi vecchia! >>.
Koperlak passò subito al dunque: << Elbert questa è
Francoise ed è una detective francese che sta indagando sulla
morte di tuo padre e l'ultima domanda che mia ha fatto era se io sapevo
come entrare nella cassaforte sotterranea di tuo padre e io le ho detto
che probabilmente lo sapevi solo tu insieme a tuo padre, giusto?
>> Ernest fece cenno di sì con la testa.
Koperlak riprese: << Allora come si fa, faccelo vedere! >>
Ernest si avvicinò alla scrivania del padre ma sbalordito si
voltò e disse: << Non c'è! Non c'è
più! Il busto per aprire la cassaforte è sparito! >>
III
L'Assassino stava camminando in
un corridoio buio in silenzio congratulandosi con se stesso di aver
fatto così un buon lavoro, aveva sbagliato solo una cosetta
semplice, semplice: quando aveva aperto la cassaforte era scattato
l'allarme e così aveva potuto prendere l'oggetto e dopo aveva
potuto uscire inosservato visto ce tutti erano in allarme, ma non al
piano - 2 e al piano terra pensavano, forse pensavano che era accaduto
qualcosa al primo o secondo piano!
L'uomo ritornando alla realtà, si fermò davanti a una
porta e sentendo dei rumori provenire dall'interno alzò il
cappuccio ed entrò.
All'interno c'erano molti uomini incappucciati messi a cerchio, in una
stanza circolare illuminata solo dalle torce; un uomo incappucciato si
alzò e disse << Scusatemi fratelli e sorelle vi
raggiungerò fra breve >>.
Si avvicinò all'Assassino e disse: << Cosa ci fai qui?
Spero solo che tu mi porti ottime notizie, non buone, stavamo facendo
un sacrificio vegetale, il più importante, perciò non
devi avere delle notizie negative altrimenti ci sarà la
punizione! >>
L'Assassino non sapeva molto bene cosa era la punizione, ma una volta
passando vicino alla sala delle punizioni aveva sentito delle urla
soffocate e perciò non ci teneva a entrare in quella stanza!
Ripercorsero tutto il corridoio buio, ma prima della fine svoltarono a
sinistra e l'uomo incappucciato disse:<< Olvaido! >> e il
muro si aprì come una porta.
“ è l'ufficio di Faust” pensò l'Assassino.
Ovviamente era un nome in codice! L'ufficio era pieno d'oggetti da
sacrificio e per sacrificare; c'era una scrivania intarsiata di simboli
diabolici che il suo capo definiva sacri, e anche l'Assassino li
chiamava così!
L'ufficio era tutto in penombra anch'esso illuminato da fiaccole. Faust
si sedette dietro la scrivania facendo segno all'Assassino di sedersi e
solo quando lo fece iniziò a parlare sorseggiando del brandy del
'95:
<< Allora com'è andata? >>
<< Benissimo, non c'è stato nessun problema a parte uno insignificante >>
gli occhi di Faust lampeggiarono e disse con un tono abbastanza arrabbiato:
<< Di cosa si tratta? >>
<< Ma non è niente! >>
<< Di cosa si tratta ? >> Insistette Faust.
<< Beh, quando ho preso l'oggetto l'allarme ha iniziato a suonare
così, preso dalla foga feci cadere la statua e… >>
<< Ah ah ah ah ah! >> Rise Faust << Era per una
bazzecola che io mi sono preuccopato così tanto >> Poi
ritornando serio disse: << Comunque è pursempre un
indizio, ma ti meriti comunque una festa con sacrificio vegetale. Cosa
ne dici? >> L'Assassino stava per dirgli che non aveva chiuso la
cassaforte così gli raccontò una mezza verità:
<< Ma signore possono avere un'alta cosa per aprire la cassaforte! >>
<< Non importa, Assassino faremo così: siccome tu mi sei
sempre stato fedele faremo lo stesso la festa ma non sacrificheremo
niente! Va bene? >>
<< Sì signore, allora vado a prepararmi…… >>
<< No, no ,no! Un combattente deve rimanere così come ha
combattuto! Sennò che combattente è? >>
<< D'accordo signore! >>.
<< Ma passiamo ad altre cose! >> disse Faust
<< Quali signore? >>
<< Il coltello, il coltello; cosa sennò? >>
<< Ah! Il coltello che lei mi ha dato? >>
<< Certo Assassino! Che fine ha fatto il coltello intagliato con
i nostri simboli sacri! Lo sai che appartiene alla nostra casta da
secoli? >>
<< Sì, signore lo so! Ora lo prendo! >>
L'Assassino frugò dappertutto anche nelle calze ma non lo trovò!
<< Signore non lo trovo forse l'ho lasciato sulla mia vettura! >>
<< Cosa!!!!!!!!!!!!! >> tuonò Faust come un dio
arrabbiatissimo! << Come hai potuto perderlo???????!!!!!!!
>> disse scandendo bene le parole.
<< Non ho detto che l'ho perso, signore >> disse
l'Assassino intimorito pensando che avrebbe preferito diventare piccolo
piccolo << Forse è nella mia auto... >>
<< L'hai perso comunque; la festa in tuo onore è annullata
e ora è meglio che tu fili via a gambe levate a cercarlo
altrimenti correrai un brutto rischio! E ora và! >>
L'Assassino si precipitò alla sua vettura come gli aveva detto il suo capo.
Lui sapeva bene la storia di quel coltello: del 1400 proveniva
dall'Italia;il suo capo sapeva da dove ma lui non si ricordava da dove
veniva sapeva che proveniva dal Nord-Est! Era stato commissionato da
proprio dalla loro società e avevano scelto quel posto fra i
fabbri di tutto il mondo per la loro bravura! Perciò quel
coltello era prezioso sia per l'antichità sia per la tradizione
sia per la difficoltà per trovar i fabbri più bravi del
mondo!
L'Assassino ripensò a qualche ora fa quando Faust gli disse:
<< Tu sei il migliore della nostra casta - così chiamava
la sua “banda” - e mi fido di te per portare a termine
questa difficile missione e ti affido, in più, il coltello che,
per tradizione, viene dato al combattente più bravo e se
supererai questa prova senza lasciare traccia o indizzi te lo
lascerò altrimenti dovrai compiere altre quattro missioni! Sei
pronto a usarlo senza perderlo? >>
Lui sicurissimo di non perderlo accettò.
Intanto stava rovistando dappertutto senza trovarlo e più
cercava più gli saliva un groppo alla gola: possibile averlo
dimenticato alla RSCAS?
Come poteva entrare dentro quella gigantesca società segreta senza appoggio?
Prima c'era entrato ma era notte. Ora invece era mattino!
E ad un tratto gli venne in mente che Acher, (così lo chiamavano
tutti perla facilità con cui poteva infiltrarsi in vari posti!)
un suo amico era riuscito ad infiltrarsi nella RSCAS “ potrebbe
solo rifarlo un'altra volta ma ci vorrà una bella sommetta! Ma
per ritrovare il coltello, faro il più possibile! ”.
Accese l'auto e partì a tutta corsa .
Dopo qualche ora arrivò a casa di Acher: era una piccola
villetta fuori città apparentemente senza cani ma la prima volta
che entrò senza suonare quattro buldog lo assalirono;
perciò fece molta attenzione a suonare!
Gli rispose una voce annoiata e un po' rauca: << si? >>
L'Assassino rispose: << sono Onissassa - Era un altro nome in codice che usava solo fuori dal clan! >>
La voce si ravvivò << Oh! Entra, entra richiamo subito i cani! >>
L'Assassino aspettò qualche secondo e poi attraversò il
cancelletto, dopodichè spinse la porta d'entrata sulla casa
dentro era tutto molto soffuso e davanti a lui c'era un uomo magro con
dei bei capelli biondi ma con la barba da fare però in compenso
aveva un bel accappatoio da casa!
Lui disse: << Che stupenda sorpresa! Che ci fai qui? >>
L'Assassino disse: << Sono venuto a chiederti un piacere >>
<< Che genere di piacere? >> disse insospettito e con un fare da Sherlok Holms
<< Bah, niente; dovresti infiltrarti nella RSCAS per prendere il
coltello che ho perso altrimenti quelli del mio clan mi ammazzano!
>>
<<Ah! Ma forse tu parli di quel coltello del '400 che… >>
<< Sì, sì proprio quello! >> lo interruppe l'Assassino
<< Certo ce te lo faccio questo lavoretto! >> disse Acher.
<< E a che prezzo? >>
<< Vanno bene 250 sterline? >>
<< Che prezzaccio! Certo che mi vanno bene! Ma perché fai così poco? >>
<< Perché è da un anno che non ricevo una
commissione e pensa tè che un giorno volevo uccidermi da quanto
ero depresso ma avevo ancora abbastanza forza di volontà per
lottare contro questo pensiero! Ma dovrai venirmi a trovare più
spesso va bene? >>
<< Ok. Ma ora è meglio avviarsi, se vuoi ti accompagno io alla RSCAS! >>
<< Va bene ma andiamo con la mia auto e così potrai avere
l'onore di entrare in una limusine, è la più accessoriata
del mondo! >>
Così Acher si vestì e insieme andarono al garage dove
c'era questa limusine, ma non solo c'era anche un uomo che disse:
<< Buon giorno signore ha voglia di uscire? >>
<< Bernard, il mio autista! >> disse all'Assassino; poi
disse rivolgendosi a Bernard: << No, Bernard! Ho finalmente una
missione! >>
(continua al prossimo mese)