Scaletta 62 C.trà P.ta Santa Lucia, 62 Vicenza |
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1 - 29 DICEMBRE 2007
Marzia Tedeschi | Pier Giorgio Bersan |
| Antonella Burato | René D’Asparé |
| Giovanni Finardi | Beniamino Ponza |
| Annette Ronchin | Annalisa Sartori |
| Arte Stella Verona | Tony Venzo |
L’iniziativa che s’inaugura oggi si inserisce nel contesto delle attività per celebrare il Cinquecentenario della nascita di Andrea di Pietro della Gondola detto Palladio; infatti, ieri 30 novembre è stato festeggiato idealmente il 499 compleanno dell’illustre Architetto, per volontà del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del V Centenario (1508-2008). Alla mostra “Palladio e la civiltà fluviale” sono stati invitati a partecipare con opere originali a soggetto, create per l’occasione, gli artisti veronesi: Pier Giorgio Bersan, Antonella Burato, Giovanni Finardi, Annalisa Sartori, Arte Stella Verona, e i vicentini: Marzia Tedeschi, Beniamino Ponza, Tony Venzo, René D’Asparé e Annette Ronchin. Ogni artista è stato invitato ad elaborare un’opera sul tema dell’ambiente veneto, valorizzando con il suo intervento la civiltà d’acqua che era propria della Serenissima, basata sulle comunicazioni fluviali e sulla risorsa idrica, tanto abbondante allora quanto scarsa oggi, perché questa materia prima è eccessivamente sfruttata sia dal settore primario sia da quello secondario. Gli aspetti che gli artisti hanno indagato, non solo quelli estetici, ma anche quelli sociali, economici, culturali, stabilendo un dialogo tra il contesto attuale e quello storico; si sono soffermati sul notevole cambiamento apportato, dall’aumento delle attività produttive e della densità demografica che con gli attuali 246 abitanti per km/q hanno causato lo stravolgimento del rapporto che il Palladio e i suoi contemporanei avevano con l’ambiente di cinque secoli fa. Un percorso a tuttotondo sulle diverse tendenze dell’arte del XXI secolo con l’iperealismo di Annalisa Sartori . Qui il maestro d’arte dà magnifica prova delle sue qualità di paesaggista, presentando Paesaggio fluviale, descrizione puntuale dell’antica foresta planiziale , composta da ontani, frassini, salici, olmi bagnata dall’acqua vivificante, angolo dell’endolaguna sopravvissuto alla cementificazione selvaggia e distruttiva che tutti, purtroppo, conosciamo. Fa da pendant il trompe l’oeil di Marzia Bedeschi, nata a Padova nel 1967, diploma in Pittura presso l'accademia di Belle Arti di Venezia nel 1995. Il titolo Paesaggio pre palladiano si deduce dall’ arco trilobato di una finestra di villa gotica, in primo piano il davanzale che si apre, come in una tavola del Quattrocento italiano, sul paesaggio veneto con le allegorie del tempo, la clessidra e delle gioie della vita di campagna con i girasole. Antonella Burato, vincitrice del premio Pennello d’Oro, ricevuto quest’estate a Ponte di Barbarano recupera la grande tradizione del disegno italiano con le opere: Uomo della Civiltà Fluviale e Uomo nel Fiume . Il Citazionismo della Burato si dipana nelle raffinate tonalità del chiaroscuro e raggiunge le punte elevate del dramma per il sapiente contrasto dei materiali utilizzati, dall’intensità del vetro tagliato con la tecnica Tiffany, alle suture in lamina d’argento della ferita raccontata in punta di matita. Arte Stella produce vetrate artistiche dal 1974, due creativi Giovanni Erbisti e Nereo Puttini di S.Maria in Stella, in Verona, hanno mantenuto il luogo d’origine nel loro marchio di produzione che qui dimostrano con due vetrate eccellenti: Rugiada sulle foglie e Cascata d’acqua. La tematica è qui immediatamente svolta per l’uso del materiale, di chi sia la paternità dell’invenzione fenicia o veneta, appartiene comunque ai popoli di riviera, conoscitori delle proprietà dell’acqua e dei suoi elementi. La figurazione gioca sulle trasparenze del materiale e sulla preziosità degli intarsi applicati con la tecnica Tiffany. René d’Asparé fotografa con la sua penna veloce le architetture del paesaggio in evoluzione, corredate dagli studi di storia veneta che fanno parte integrante della sua iconologia. Nella serie Diario delle Isole Sparse sono rappresentatigli edifici storico- religiosi, come le numerose chiese romaniche disseminate nell’endolaguna veneta, sia quelli civili, palazzi pubblici e privati con i loro emblemi, che sono diventati le icone dell’architettura del Rinascimento: il timpano, la trabeazione, la serliana, la colonna. Piergiorgio Bersan, propone la serie di tavolini Gaudì, creativo e animatore di numerose manifestazioni artistiche elabora da decenni originali prototipi di designers, utilizzando l’antica tradizione dell’ebanisteria veneta. Tony Venzo, reduce del recente primo premio al concorso Cleanart, presenta l’opera Sorpresa nella duplice veste di scultura e tela, a sottolineare la coerenza della poetica di questo artista, capace di tradurre in segno la dinamicità e del movimento che realizza con lo scavo del legno. Crea ciò che vede, nell’atto michelangiolesco di estrarre dalla materia le luci e le ombre, che le appartengono e l’artista nel suo processo creativo non fa che esplicitarle, renderle manifeste; Venzo è l’interprete della lingua della materia, condotta nella sua perenne metamorfosi dalle abili mani del demiurgo. Il simbolismo lirico di Annette Ronchin si esplica nella recente serie inventata dall’artista: Topogramma Vicenza e Topogramma Civiltà Fluviale utilizzando tutte le tecniche delle avanguardie del ‘900 come il collage e quelle della tradizione con l’uso di terre e ossidi sull’imprimitura della tavola. L’artista è stata recentemente selezionata in numerose esposizioni come Arte Laguna di Treviso e il XXIII Salon de l’estampe Paris. Giovanni Finardi artista veronese inventore dal 1990 del Ruginismo , espone due brani della sua ricerca scultorea: Acquarium e Vela, soggetti che rimandano alla secolare navigabilità dei fiumi veneti, cui il recente trasporto su gomma ci ha disabituati , ma non per questo vi si deve rinunciare. Finardi invita a conoscere la Civiltà fluviale, non all’insegna del ricordo nostalgico di qualcosa che è scomparso, ma dell’essenza viva che qui esprime. Beniamino Ponza presenta La donna del Lago, gouache su carta dall’intenso sapore epico, sia per le calde tonalità rosso-oro sia per la figura femminile che campeggia al centro del quadro, evocatrice della mitica Avalon, isola delle antiche saghe nordiche e mediterranee; l’inserto della navicella di carta ai suoi piedi invita a ripercorre le pagine di Bruno Bresciani e di Gabriele D’Annunzio quando narrano dell’approdo degli Argonauti nella Laguna Veneta. Vicenza si prepara alle feste dedicate ai riti di fine anno, come i doni di Santa Lucia e nello scrigno della Galleria Scaletta 62 a Vicenza, da oggi insieme alla mostra “Palladio e la Civiltà Fluviale”, si potranno godere le presentazioni di opere letterarie ogni sabato alle 18.00 del mese di dicembre e condividere il carattere innovativo di questa Arte, volto a superare le pratiche pubbliche, la scarsa attenzione mediatica per le Isole dell’endolaguna veneta, che è zona di frontiera comunque capace di sviluppare sentimenti di libertà, fantasia e poesia.
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Vicenza, 1 dicembre 2007 Prof. AnnaMaria Ronchin