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NELDA  DEA - PAOLI

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DEA POAOLI

pali paoli poli pauli paul paolo paolini

abili palafitticoli abitatori d’isole  industriosi nel FICAR pali.A<VA

poi sanO paolo nel cristianesimo

I De Paoli sono una famiglia antica di nobile origine

.Illustri citiamo per importanza Marcello e il figlio Pasquale De' Paoli irredenti corsi di Bastia. MOROSAGLIE ROSTINO pRINCIPE Pasquale  De' Paoli fu amico dell'Alfieri,Astigiano legato a Genova. L'Alfieri dedica a Pasquale De' Paoli la trAgedia: “Il timoleone” per incarnare le gesta dell'illustre condottiero. Ora per offuscarne la memoria le enciclopedie riportano il nome sotto La "P" di Paoli perche’ gli hanno amputato il "De"

 

e San Vincent De' Paoli francese.

SAN VINCENZO DE ‘PAOLI

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1)DE PAOLI   Caldaro  (Trentino)

 

 

 

 DE PAOLI  (Genova)  (la Corsica dipendeva dalla Repubblica Genovese / Corte  ex capitale della Corsica poi decaduta/Indipendenza/Ordianto dai francesi/Simbolo dell'indipendenza

Statua

 

 

PAULI

Verona

 

 

PAOLI

di Rovigo

Famiglia aggregata al nobile consiglio di Rovigo il 21 gennaio 1944 nella persona di Andrea Paoli,di Antonio ed ebbe confermata la nobiltA’ con S.R.A. 22 settembre 1820 a Ludovico e camillo, di Bernardo,5 maggio 1820 a pietro, di Giovanni, e Giacomo Antonio.

La famiglia Š inscritta nell'Elenco Ufficiale Italiano col titolo di nobile. (m.f.) in persone dei figli di Ludovico, di Giobatta e di Albana Apntani

Documento del 17 giugno 1558: "Jacobus filius Pauli de Paulis de Verona- inquisito dagli Avogadri di Comun, per l'uso di armi pribite..... in seguito essi furono chiammati Pauli, de Paoli, o Paoli. Tracce di questa famiglia se ne trovano a Genevo ad Aquila,a Genova, nel Trentino.

A Lucca tra il 600' e il 700' due celebri scrittori Don Sebastiano e Paolo Antonio De Paoli in Corsica Giacinto De Paoli, Padre di Pasquale, condottiero dei suoi compaesani contro i genovesi nel 1734.

A Venezia 1658 Capitano Paoli (al Lido)

A Venezia 18o7 Don Antonio De Paoli era parroco a S.Giminiano.

 

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Lettera dell'Alfieri Vittorio a Pasquale De' Paoli

Alfieri dedica a pascuale De' Paoli una tragedia:"Il timoleone" del quale era ammiratore incondizionato.

La lettera di dedica dell'Alfieri Š datata da Parigi. Eccone il testo, quale si legge nel Volume primo delle tragedie (edizione Lemmonier, Firenze 1855):

(non e’ l'originale e manca la data)

"Al Nobil uomo Pasquale de Paoli;

propugnator magnanimo dei Corsi."

Lo scrivere tragedie di libertA’ nella lingua di un popolo non libero forse con ragione parra’ una mera stoltezza a chi altro non vede che le presenti cose.

Ma chiunque della perpetua vicenda passate/a argomenta le future,cos per avventura giudicar non dovra’" Io percio’ dedico questa mia Tragedia a Voi, d'altri popoli e d'altro pensare, sareste quindi stato degno di nascere ed operare in un secolo meno molle al quanto del nostro. Ma siccome per Voi non e’ certamente restato che la Vostra patria non si ponesse in liberta’ non giudicando io (come il volgo suol fare) gli uomini dalla fortuna, ma bens dalle opere loro, Vi reputo pienamente degno di udire i sensi di Timoleone come quegli che intenderli a pieno potete sentirli.

Parigi 20 settembre 1788

 

                                               Vittorio Alfieri

 

Sull'essere dell'esemplare della Tragedia inviatagli in omaggio scrisse" Invano tu o de Paoli, con la spada ed io con la penna,invano tentammo destar l'Italia. Vedi ora se la mia mano ha potuto qui segnare i sentimenti del tuo cuore.

 

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In Francia Pascuale DE Paoli e’ ricordato come  Pascal Paoli

Generale e legislatore

Fondatore dell'isola Rousse nel 1758

Fondatore de l' Universita’ di Corte nel 1765.

Commandante della Nazione Corsa Morosaglia 1725

Morto esule a Londra  nel 1807

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Ritratto di Coswey nella I e R. Galleria Uffizi di Firenze

 

descrizione: Elmo, corazza, un cerchio con intagliata la testa di una gorgone a bocca aperta con un grido. Sguardo fiero e lungimirante a sx.

 

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) De'Paoli Pasquale (Nato a Morosaglie di Rostino, Bastia, Corsica (genovese) 1725- M.to a Londra Gran Bretagana 1725).

Uomo politico corso. Suo padre Giacinto fu uno dei primi capi dell'insurrezzione corsa contro Genova scoppiata nel 1729 contro Genova a causa del malcontento acuito da una crestia, sfoci• in aperta rivolta. La rivolta duro’ dieci anni ma non ebbe buon seguito dato che Genova invio’ truppe mercenarie tedesche riusci’ con notevoli concessioni a conseguire l'effimera pace di Corte cittadina  corsa(1732).Il padre Giacinto porto’ in esilio con se’ il figlio Pasquale che aveva 14 anni,quando dovette riparare a Napoli nel 1739. Qui Pasquale compi’ la sua formazione, di cui non molto si sa (si e’ parlato dell'influsso che su di lui avrebbe avuto l'insegnamento di A. Genovesi), e acquisi’ una preziosa esperienza servendo come ufficiale nell'esercito borbonico. Intanto nel 1751 un avventuriero tedesco, Teodoro Neuhoff, che nel 1736 era riuscito a farsi proclamare re di Corsica (). In Corsica  nel 1751 Giampiero Gaffoni, e’ eletto "generale dei corsi" e realizza a Orezza un embrione di governo indipendente. Viene pero’ assassinato. Pasquale De Paoli ha 29 anni quando e’ comandante sotto i Borboni e presidia con un corpo armato la fortezza di Porto Longone per garantirne la sicurezza. Nell'autunno del 1754 gli giunge dalla Corsica l'invito a tornare in patria per mettersi alla testa della lotta di liberazione. Poco dopo rientra dall'esilio sbarcando nell'isola, dove il 13 luglio 1755 una consulta riunita nel villaggio di Sant'Antonio di Casabianca lo elegge "Capo generale della nazione" Per affermare la sua autorita’, egli dove condurre una dura lotta contro le frazioni rivali e contro lo spirito di clan Corso. Gli si poneva il difficile compito di trasformare in nazione capace di indipendenza e di autogoverno un popolo diviso da profondi rancori di classe. De Paoli cerca di assolverlo nel rispetto delle tradizioni e delle forme associative locali. Un impasto di modernita’. illuministica e di tradizionalismo e’ la costituzione che egli fece approvare nel novembre 1755. Suddivide il potere tra una consulta eletta a suffragio universale e un capo dell’ esecutivo, sotto il controllo di un consiglio supremo eletto dalle assemblee provinciali. Non meno significative furono le riforme da lui introdotte nel campo tributario, economico (favorendo il commercio),e giudiziario, e la fondazione di un'universita’ a corte nel 1764 quando ha 39 anni. Incoraggio’ l'industria e il commercio. Crescenti successi otteneva frattanto sul terreno militare la strategia da lui addottata contro gli occupanti (Genovesi), assai vicina a quella della moderna guerriglia. Fu in questi anni che la lotta dei corsi per l'indipendenza attrasse l'attenzione e al simpatia di tutta l'Europa colta: J.-J. Rousseau scrisse una costituzione per l'isola nel 1764-65 e un' altra ne ideo’ l'illuminista piemontese F. Dalmazzo Vasco. Ma nel 1764 Genova, ormai ridotta al possesso di poche piazzeforti costiere, si risolse a cedere i propri diritti sovrani alla Francia dietro un compenso finanziario di due milioni di livres e la garanzia della propria integrita’ territoriale sul continente, ratificato nel 1768, con il trattato di Versailles. Il trattato prevedeva appunto la cessione dell'isola. I corsi rifiutarono il mercato e si batterono animosamente contro il nuovo padrone. Al potente nemico francese nulla potŠ l'eroica resistenza dei corsi Comandati dal loro capo De Paoli durata un anno,e dopo la decisiva rotta di Pontenuovo (9 maggio 1769) (44 anni), De Paoli dove sfuggire esule prima a Livorno, poi riapara a Londra. L'isola E’ completamente nelle mani dei francesi. L'Inghilterra sollev0’ delle proteste ma non ebbero nessun effetto, e si addatto’ allo stato di fatto. Le nuove autorita’ francesi fiaccarono le ultime velleita’ di resistenza con un' abile politica di concessioni alla nobilta’ isolana. Tra i beneficiati fu la famiglia Bonaparte, da cui nacque  il 15 agosto 1769 il futuro imperatore dei francesi. Il regime militare  duro’ fino alla fine del 1789 anno della rivoluzione francese. L'assemblea nazionale proclama la Corsica parte integrante della Francia. Il governo britannico aveva ospitato con onori e pensioni l'esule De Paoli per 20 anni fino a che appunto lo scoppio della rivoluzione francese gli da’ la possibilita’ grazie all'amnistia concessa in quell' occasione di ritornare sulla scena. Decide di rientrare in Francia con la speranza di liberare la sua isola. Trionfalmente accolto a Parigi nell'aprile 1790 (ha 65 anni) aderisce dapprima al nuovo ordine. Cio’ gli fa guadagnare l'invio con ampi poteri in Corsica dove era nuovamente scoppiata la rivolta. In seguito la sua non sopita diffidenza nei confronti del nuovo gruppo dirigente francese e il suo dissenso dai metodi del terrore finirono col porlo in urto con il governo rivoluzionario francese e con la nuova generazione di politici corsi, rappresentata da uomini come Bonaparte e F. Buonarroti. Nel 1793, postosi a capo di un partito moderato ostile ai provvedimenti della convenzione si ribello’ di nuovo e chiamo’ in aiuto gli inglesi che nel 1784 con le loro truppe sbarcarano sotto il comando dell'ammiragli Nelson. De Paoli cosi’ riusci’ a cacciare i Francesi dall'isola per due anni(1794-76) (ha 69 anni),ma non ebbe dai nuovi occupanti lo sperato titolo di vicere’  (governantore in nome del re’ d'Inghilterra della Corsica).Il trattato franco -spagnolo di San Ildenfonso (19 maggio) aveva infranto ogni speranza di un itervento britannico in Italia obbligando gli inglesi a ritirare la flotta ed abbandonare la Corsica. De Paoli dovette evaquarla obbedendo all'invito del governo inglese di tornare a Londra nel 1796 dove passo’ gli ultimi 13 anni di vita. Muore esule all'eta’ di 82 anni.

 

Personificazione di una lotta per l'indipendenza che desta vasti echi e profondi nell'europa  dei lumi, contribuendo a preparare il terreno alle rivoluzioni americana e francese, De Paoli e’ stato oggetto di esaltazione nazionalistica ma in lui oggi si riconosce il campione di uno sforzo popolare di liberazione da un dominio e da uno sfruttamento di tipo coloniale e un precursore dei movimenti autonomistici.

 

 

 

De Paoli Senatore di Brescia

della lega Alpina

legislatura 1994 199...

 Il libro d'argento delle famiglie venete - Giovanni Dolcetti Furni editore BO 1922/28

Enciclopedia garzanti pag.563/564

Enciclopedia garzanti pag.801

 cambrege  vol vii pag 327 garzanti

 

 

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